{"id":985,"date":"2026-10-05T10:10:39","date_gmt":"2026-10-05T08:10:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/archivio\/joachim-fest-il-pessimismo-della\/"},"modified":"2026-10-20T13:38:55","modified_gmt":"2026-10-20T11:38:55","slug":"joachim-fest-il-pessimismo-della","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/archivio\/joachim-fest-il-pessimismo-della\/","title":{"rendered":"Joachim Fest. Il pessimismo della ragione"},"content":{"rendered":"\n

Nel sessantesimo anniversario della fine della guerra, un’ampia intervista allo storico tedesco su Der Untergang, il conservatorismo e il futuro d’Europa<\/em><\/p>\n\n\n\n

Pubblicato sul Notiziario della Banca Popolare di Sondrio, Dicembre 2005<\/em><\/p>\n\n\n\n

\"Joachim<\/figure>\n\n\n\n

In occasione dei sessant\u2019anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, \u00e8 uscito in Germania il film Der Untergang di Oliver Hirschbiegel sugli ultimi giorni di Hitler, suscitando ammirazione e polemiche in ogni paese in cui \u00e8 stato trasmesso, compresa l\u2019Italia. Il film, candidato all\u2019Oscar, \u00e8 tratto dal libro La Disfatta del noto storico tedesco conservatore Joachim Fest. Del film, delle polemiche e dei timori che ha suscitato abbiamo parlato con il professor Fest, che ha preso posizione anche sulla Germania di oggi e sul futuro dell\u2019Unione Europea. Per prima cosa, tuttavia, cerchiamo di capire cosa significhi per Joachim Fest essere un conservatore.<\/p>\n\n\n\n

Professor Fest, lei \u00e8 un noto storico conservatore. Ma cosa significa essere un conservatore?<\/strong><\/p>\n\n\n\n

Dare importanza ai valori, ovvero il contrario del motto \u201canything goes\u201d, tutto va bene. Questo \u00e8 impossibile per un conservatore. Vi sono dei valori che indirizzano la propria vita individuale cos\u00ec come l\u2019andamento della societ\u00e0 intera. Questa \u00e8 la tesi fondamentale del pensiero conservatore. Un altro indizio importante per capire se si \u00e8 conservatori o no \u00e8 il proprio atteggiamento verso ci\u00f2 che \u00e8 \u201cnuovo\u201d. Il nuovo non \u00e8 qualcosa di buono solamente perch\u00e9 \u00e8 nuovo. Alle novit\u00e0 tocca l\u2019onere della prova, affinch\u00e9 si dimostrino realmente migliori del vecchio che vogliono sostituire. Oggigiorno tutte le novit\u00e0 vengono considerate di per s\u00e9 migliori di quel che gi\u00e0 esiste. Questo a me pare del tutto sbagliato. Io sono diventato conservatore anche perch\u00e9 ho personalmente verificato che spesso i progressi proposti portavano a un peggioramento della situazione, ma a suo tempo tutti hanno trovato quei progressi validi solamente perch\u00e9 erano una novit\u00e0. Il nuovo non \u00e8 di per s\u00e9 migliore, ma ha l\u2019onere di dimostrarsi migliore.<\/p>\n\n\n\n

Il conservatorismo \u00e8 caratterizzato quindi da un atteggiamento di diffidenza.<\/strong><\/p>\n\n\n\n

Direi un atteggiamento di scetticismo, che \u00e8 sia una virt\u00f9 privata che una virt\u00f9 politica. Nel primo capitolo del mio libro Begegnungen (Incontri) racconto del mio maestro a scuola che soleva ricordare come non si deve mai rinunciare al dubbio. Nella vita, l\u2019esercizio del dubitare \u00e8 la cosa pi\u00f9 importante.<\/p>\n\n\n\n

Non ritiene allora che si debba forse essere scettici anche nei confronti del dubbio?<\/strong><\/p>\n\n\n\n

S\u00ec, ma dubitare del dubbio \u00e8 sempre un dubitare. Non so perch\u00e9 dovrei essere diffidente verso il dubbio. Non trovo motivo di dover giustificare l\u2019atteggiamento del dubbio.<\/p>\n\n\n\n

Forse perch\u00e9 un atteggiamento eccessivamente diffidente verso la realt\u00e0 potrebbe portarci lontano dalla realt\u00e0 stessa, non le pare?<\/strong><\/p>\n\n\n\n

Penso che tutto ci\u00f2 che s\u2019incontra debba essere messo sul banco di prova, senza prendere alcunch\u00e9 per scontato.<\/p>\n\n\n\n

Nel suo libro The Conservative Mind Kirk Russel attribuisce al conservatorismo un certo atteggiamento religioso volto a interpretare l\u2019individuo sempre in rapporto con il trascendente e, nello stesso momento, come il punto di arrivo di un percorso iniziato dagli avi ben prima della sua nascita.<\/p>\n\n\n\n

Non so. Io non sento che sia cos\u00ec. Questa \u00e8 una convinzione di quell\u2019autore, che non ha nulla a che fare con l\u2019atteggiamento dubitativo che io ritengo essere una parte essenziale del conservatorismo.<\/p>\n\n\n\n

Lei com\u2019\u00e8 diventato conservatore?<\/strong><\/p>\n\n\n\n

Da giovani non s\u00ec \u00e8 automaticamente conservatori. Vengo da una famiglia che \u00e8 stata perseguitata dai nazisti, non per motivi razziali bens\u00ec politici. All\u2019inizio pensavo che non sarei mai stato un conservatore, perch\u00e9 lo erano i nazisti. Ma in realt\u00e0 i nazisti non erano conservatori, ma come ho scritto nel mio libro su Hitler, dei veri rivoluzionari. Mentre i comunisti non avevano alcuna possibilit\u00e0 di vittoria, dietro alle mascherate dei nazisti la rivoluzione aveva una \u201cchance\u201d. Pi\u00f9 si rafforzava la mia convinzione che il conservatorismo nazista era teatro e folklore, pi\u00f9 io mi convincevo di essere un conservatore.<\/p>\n\n\n\n

A quali valori si rifanno i politici attuali?<\/strong><\/p>\n\n\n\n

Non hanno alcun valore. Lei saprebbe dirmi che valori hanno Schr\u00f6der, Berlusconi o Tony Blair? Oppure Chirac? Quest\u2019ultimo certo direbbe la Francia! Ma la Francia non \u00e8 un valore. Io parlo di valori etici. Adenauer li aveva. Per certi versi anche Kohl li aveva. Sapevano cosa era permesso e cosa non lo era.<\/p>\n\n\n\n

E Zapatero? Indipendentemente dalle sue convinzioni, criticabili o no, egli sembra comunque perseguire ci\u00f2 in cui crede con notevole determinazione.<\/strong><\/p>\n\n\n\n

S\u00ec, \u00e8 vero. Zapatero ha molta pi\u00f9 sostanza degli altri.<\/p>\n\n\n\n

\u00c8 qual \u00e8 il conservatorismo proposto dai cosiddetti neo-con americani?<\/strong><\/p>\n\n\n\n

\u00c8 conservatorismo? Ritengo sia innanzitutto un nazionalismo americano missionario, sebbene dai toni conservatori e con un sottofondo religioso. In loro prevale l\u2019idea che l\u2019America sia destinata e obbligata a compiti straordinari, tra i quali, in ultima istanza, la salvezza del mondo. Dietro a questo si nasconde un impulso rivoluzionario. Come tedesco so quanto dobbiamo agli americani, ma di questa loro concezione politica non sono felice.<\/p>\n\n\n\n

Quest\u2019anno ricorre il cinquantesimo anniversario della morte di Thomas Mann. A suo parere in cosa consiste il conservatorismo del famoso saggio manniano Le considerazioni di un impolitico?<\/strong><\/p>\n\n\n\n

\u00c8 un conservatorismo fortemente tedesco e nazionale. Ma in realt\u00e0 si tratta di un pensiero totalmente impolitico. Mann esprime una concezione culturale della Germania trasfigurata e glorificata. Ma gi\u00e0 nel 1918, quando il suo libro usc\u00ec, una tale idea era sorpassata e invecchiata. In realt\u00e0 le Considerazioni sono un libro difensivo e quello di Mann \u00e8 un conservatorismo ottocentesco.<\/p>\n\n\n\n

Veniamo al film La Caduta, tratto dal suo libro sugli ultimi giorni di Hitler. Professor Fest, dov\u2019era lei nei giorni descritti in Der Untergang?<\/strong><\/p>\n\n\n\n

Sotto prigionia americana in Francia. Mi ero arruolato a 17 anni ed ero stato catturato dagli alleati nel corso dell\u2019operazione di conquista del ponte di Remagen. Appresi della capitolazione del Terzo Reich il 10 maggio \u201945 leggendo l\u2019avviso sulla bacheca del campo di prigionia.<\/p>\n\n\n\n

\u00c8 soddisfatto di come il film rappresenti gli ultimi giorni di Hitler?<\/strong><\/p>\n\n\n\n

Molto soddisfatto, considerando che in un film non \u00e8 possibile la profondit\u00e0 di analisi concessa alla parola scritta. Avrei solo preferito che la scena del colloquio tra Hitler e Speer fosse durata un po\u2019 pi\u00f9 a lungo. E che si fosse rappresentato l\u2019alterco, di cui parlo nel mio libro, tra Wilhelm Burgdof, uno dei generali nazisti pi\u00f9 radicali, e Martin Bormann, il potente segretario di Hitler. Durante la lite Burgdof afferm\u00f2 di essersi sbagliato su tutto, accusando Bormann e i dirigenti del partito nazista di avere ingannato e oppresso il popolo tedesco per gretta avidit\u00e0 di potere e ricchezze. Per il resto, salvo minimi dettagli, sulla realizzazione del film non ho nulla da eccepire.<\/p>\n\n\n\n

Wim Wenders invece ha accusato il film di \u00abminimizzare\u00bb la ferocia del nazismo e lei, in particolare, di non aver preso una posizione chiara sui fatti narrati.<\/strong><\/p>\n\n\n\n

Ritengo che lo storico debba trattare la sua materia a mente fredda: come uno scienziato che osserva i rettili del suo terrario o i coccodrilli nel Nilo. Quelle di Wim Wenders sono baggianate di un regista fallito che pretende di insegnarmi la storia. Dovrebbe piuttosto leggere il mio libro, dato che certamente non l\u2019ha fatto. Wenders accusa anche il film di non mostrare la morte di Hitler. Non l\u2019abbiamo fatto perch\u00e9 nessuno l\u2019ha vista! Senza contare che se lo avessimo fatto, Wenders ci avrebbe accusato di spacciare per reale un evento di cui nessuno \u00e8 stato testimone.<\/p>\n\n\n\n

Nel suo libro, da cui \u00e8 stato tratto il film, lei scrive che Hitler \u00e8 sempre stato mosso dal \u00abprincipio preculturale del pi\u00f9 forte\u00bb. Il bunker in cui il dittatore si rintan\u00f2 nella sua descrizione \u00e8 come la caverna di un uomo preistorico. Cos\u2019era dunque Hitler, un uomo o un animale?<\/strong><\/p>\n\n\n\n

Un uomo. Un uomo che ha incarnato in misura estrema il male latente in ogni essere umano. E che con la sua esistenza ha confutato la patetica credenza illuministica che l\u2019uomo sia cattivo per colpa della societ\u00e0 o di un\u2019educazione sbagliata. Come \u00e8 scritto nella Bibbia, in ogni uomo sono presenti sia il bene che il male. In Israele la mia biografia su Hitler \u00e8 uscita \u2013 senza la mia autorizzazione \u2013 con il titolo \u201cIl non uomo\u201d. Al contrario! Hitler era un uomo, e di questo \u00e8 importante essere consapevoli. La metafora della caverna sottolinea, piuttosto, il distacco totale dalla realt\u00e0 di Hitler chiuso nel bunker a vagheggiare eserciti che non esistevano.<\/p>\n\n\n\n

\"Joachim<\/figure>\n\n\n\n

Perch\u00e8 nessun generale che visit\u00f2 il bunker os\u00f2 mai contestare l\u2019autorit\u00e0 di Hitler, pur scorgendone il rapido decadimento fisico e psichico?<\/strong><\/p>\n\n\n\n

Gli uomini sono opportunisti e vili.<\/p>\n\n\n\n

Ma se tutti erano cos\u00ec opportunisti, perch\u00e9 nel momento del cedimento qualcuno non pens\u00f2 di spodestare il F\u00fchrer indebolito?<\/strong><\/p>\n\n\n\n

Perch\u00e9 Hitler era per loro un mito. E vollero rimanere in ginocchio di fronte al mito di Hitler, oltrech\u00e8 per rispetto e timore della sua persona.<\/p>\n\n\n\n

Nel film colpisce il servilismo assoluto, quasi una devozione canina, di Goebbels per Hitler. Quanto fu importante il ministro della propaganda per creare il mito del F\u00fchrer?<\/strong><\/p>\n\n\n\n

Fin dagli anni \u201920, Goebbels fu decisivo. Fu lui, infatti, a inventare il mito di Hitler. Goebbels e Hitler veneravano la storia come una divinit\u00e0 e fecero di tutto per diventarne protagonisti. Goebbels uccise tutti i suoi figli perch\u00e9 sapeva che anche grazie a questo il suo nome sarebbe entrato nella storia.<\/p>\n\n\n\n

La figura di Schenck, il medico ufficiale della Wehrmacht che nel film prende posizione contro le SS \u00e8 una risposta a chi, come Goldhagen, ha dei tedeschi l\u2019immagine di \u00abvolenterosi carnefici di Hitler\u00bb?<\/strong><\/p>\n\n\n\n

No, Schenck \u00e8 stato semplicemente un medico che ha sentito di prestare fede al giuramento di Ippocrate. Quanto alla definizione che lei ha ricordato, Goldhagen \u00e8 uno che non capisce nulla di storia, tantomeno di storia tedesca. Ho smesso di leggere il suo libro dopo le prime dieci pagine: la vita \u00e8 troppo corta per concedersi la lettura di un libro di Goldhagen.<\/p>\n\n\n\n

Nel film Eva Braun, al contrario della gelida Magda Goebbels, appare come una donna infantile e superficiale. Cosa trov\u00f2 Hitler in lei? Perch\u00e9 la spos\u00f2 il giorno prima del suicidio?<\/strong><\/p>\n\n\n\n

Non lo so. Lei sa perch\u00e9 \u00e8 innamorato della sua fidanzata?<\/p>\n\n\n\n

S\u00ec<\/p>\n\n\n\n

Certo, motivi se ne possono trovare ma resto convinto che alla fine il perch\u00e9 si \u00e8 attratti da una persona rimane sempre un mistero. Eva Braun era discreta, modesta e non si \u00e8 mai data troppe arie. Tutte qualit\u00e0 necessarie per stare vicina a uno come Hitler. Ma il perch\u00e9 ultimo dell\u2019attrazione tra i due rimane inspiegabile. Di donne come la Braun Hitler ne avrebbe potute trovare in Germania a milioni. L\u2019amore \u00e8 un mistero\u2026<\/p>\n\n\n\n

Lei pensa che Hitler abbia amato Eva Braun?<\/strong><\/p>\n\n\n\n

No, no penso di no. Nel mio nuovo libro su Speer, di prossima uscita, ci sono al riguardo due storie interessanti. Quanto al matrimonio, penso l\u2019abbia sposata in segno di ringraziamento. Ma anche perch\u00e9 mostrava di non ritenersi pi\u00f9 il F\u00fchrer. Prima infatti non si era mai voluto sposare perch\u00e9, diceva, una cosa del genere il F\u00fchrer non se la poteva permettere.<\/p>\n\n\n\n

In Italia imperversa una polemica circa il presunto antisemitismo di Papa Pio XII. Qual \u00e8 la sua opinione su Papa Pacelli e il suo rapporto con il nazismo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n

Forse fu politicamente un po\u2019 ingenuo nel vedere in Hitler un baluardo contro il comunismo, ma allora in molti ci hanno creduto. Quanto all\u2019antisemitismo, pensi che la BBC nel 1942 mise in onda una sola trasmissione sugli omicidi di massa in Germania, che non ebbe il minimo seguito. Se la notizia fosse stata invece diffusa ai quattro venti, forse almeno si sarebbe potuto ridurre il numero delle vittime ebree. Ma al tempo l\u2019antisemitismo era un\u2019ideologia corrente in tutta l\u2019Europa.<\/p>\n\n\n\n

Non voglio dire che Pio XII sia stato prigioniero dello spirito dei tempi ma certo non si pu\u00f2 dire sia stato un amico degli ebrei.<\/p>\n\n\n\n

Il suo film e le polemiche che ne sono nate sono la spia che Hitler inquieta ancora la coscienza tedesca ed europea?<\/strong><\/p>\n\n\n\n

Se si riferisce a Wim Wenders, lui \u00e8 preoccupato perch\u00e9 i suoi film non hanno il successo che ha il mio. Non penso, per il resto che in Germania vi sia una vera inquietudine. N\u00e9 mi convince del contrario l\u2019affermazione di alcuni partiti di estrema destra nelle recenti elezioni tedesce. Un movimento radicale come il nazismo non ritorner\u00e0 o, se ritorner\u00e0, avverr\u00e0 in modo del tutto diverso.<\/p>\n\n\n\n

Questo significa che la Repubblica Tedesca ha finalmente fatto i conti con Hitler?<\/strong><\/p>\n\n\n\n

Hitler continuer\u00e0 a occupare tutti noi ancora per molto, perch\u00e9 lo si considera l\u2019ultima grande incarnazione del male nella storia, tralasciando Pol Pot, Mao Tse Tung, Stalin o Idi Amin.<\/p>\n\n\n\n

I tedeschi sono il popolo che pi\u00f9 si \u00e8 confrontato seriamente con il proprio passato, pi\u00f9 della Francia nei confronti dell\u2019Indocina o dell\u2019Algeria, pi\u00f9 dell\u2019Inghilterra con le sue imprese in Africa e in India, pi\u00f9 della Spagna con la sua guerra civile, dell\u2019Italia, per non parlare dell\u2019Austria, che si \u00e8 sempre raffigurata come vittima. I Russi ai crimini della loro storia poi nemmeno ci pensano.<\/p>\n\n\n\n

Certo il peso del passato in queste nazioni non \u00e8 cos\u00ec grande come nel caso tedesco, ma resta il fatto che molti paesi occidentali contano nel loro passato un grande numero di crimini, e fingono una purezza e un\u2019innocenza che non hanno.<\/p>\n\n\n\n

Quale pu\u00f2 essere il futuro di un patriottismo tedesco dentro all\u2019unione europea?<\/strong><\/p>\n\n\n\n

Amare la propria terra, senza che questo vada a discapito di altri. Ma i tedeschi, che nel bene e nel male vogliono essere sempre i primi della classe, oggi desiderano essere i pi\u00f9 europei di tutti perch\u00e9 pensano di abitare in un mondo post-nazionale. Ma non vi \u00e8 un mondo post-nazionale in Europa. E nemmeno vi sar\u00e0, perch\u00e9 l\u2019Europa, con l\u2019ingresso della Turchia, cesser\u00e0 di esistere.<\/p>\n\n\n\n

Quindi lei \u00e8 contrario all\u2019ingresso della Turchia in Europa?<\/strong><\/p>\n\n\n\n

Ritengo la Turchia un grande paese e un partner affidabile per l\u2019Europa. Per questo dobbiamo avere con esso relazioni privilegiate. Ma la Turchia non appartiene all\u2019Europa.<\/p>\n\n\n\n

Perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n\n\n\n

Perch\u00e9 \u00e8 un paese a cui mancano la tradizione culturale greca, il cristianesimo, il diritto, la civilt\u00e0 e l\u2019ordine statuale romano. Ai confini della Turchia qualcosa di tutto questo \u00e8 arrivato, ma poi \u00e8 andato perduto. Alla Turchia manca poi del tutto la cultura illuministica e dei diritti civili. Chi \u00e8 sprovvisto di questo, non appartiene all\u2019Europa. Se si fa entrare la Turchia, allora perch\u00e9 non la Cina o l\u2019India?<\/p>\n\n\n\n

Chi ha deciso che la Turchia deve entrare in Europa o non ha alcuna conoscenza storica oppure ha fatto una scelta strategica che distrugger\u00e0 o quantomeno indebolir\u00e0 fortemente l\u2019identit\u00e0 europea.<\/p>\n\n\n\n

Lei quindi \u00e8 pessimista sul futuro dell\u2019Europa?<\/strong><\/p>\n\n\n\n

Il mio? Chiamarlo pessimismo \u00e8 dir poco.<\/p>\n\n\n\n


\n\n\n\n

Scritto nel 2005. Lo trovi anche su Scritti<\/a>, il mio blog su Substack. Per ricevere i nuovi testi via email, iscriviti qui<\/a>. Gli altri articoli sono nell’archivio<\/a>.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"

Nel sessantesimo anniversario della fine della guerra, un’ampia intervista allo storico tedesco su Der Untergang, il conservatorismo e il futuro d’Europa<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1132,"parent":866,"menu_order":-26,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_acf_changed":false,"editor_notices":[],"footnotes":""},"class_list":["post-985","page","type-page","status-publish","has-post-thumbnail"],"acf":[],"yoast_head":"\nJoachim Fest. Il pessimismo della ragione - Alessandro Melazzini<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/archivio\/joachim-fest-il-pessimismo-della\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Joachim Fest. Il pessimismo della ragione - Alessandro Melazzini\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Nel sessantesimo anniversario della fine della guerra, un'ampia intervista allo storico tedesco su Der Untergang, il conservatorismo e il futuro d'Europa\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/archivio\/joachim-fest-il-pessimismo-della\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Alessandro Melazzini\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/alessandro.melazzini\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2026-10-20T11:38:55+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/joachim-fest-il-pessimismo-della-1-1.jpeg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"572\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"888\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@AleMelazzini\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"12 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.melazzini.com\\\/it\\\/archivio\\\/joachim-fest-il-pessimismo-della\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.melazzini.com\\\/it\\\/archivio\\\/joachim-fest-il-pessimismo-della\\\/\",\"name\":\"Joachim Fest. Il pessimismo della ragione - Alessandro Melazzini\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.melazzini.com\\\/it\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.melazzini.com\\\/it\\\/archivio\\\/joachim-fest-il-pessimismo-della\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.melazzini.com\\\/it\\\/archivio\\\/joachim-fest-il-pessimismo-della\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.melazzini.com\\\/it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/sites\\\/2\\\/2026\\\/10\\\/joachim-fest-il-pessimismo-della-1-1.jpeg\",\"datePublished\":\"2026-10-05T08:10:39+00:00\",\"dateModified\":\"2026-10-20T11:38:55+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.melazzini.com\\\/it\\\/archivio\\\/joachim-fest-il-pessimismo-della\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.melazzini.com\\\/it\\\/archivio\\\/joachim-fest-il-pessimismo-della\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.melazzini.com\\\/it\\\/archivio\\\/joachim-fest-il-pessimismo-della\\\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.melazzini.com\\\/it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/sites\\\/2\\\/2026\\\/10\\\/joachim-fest-il-pessimismo-della-1-1.jpeg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.melazzini.com\\\/it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/sites\\\/2\\\/2026\\\/10\\\/joachim-fest-il-pessimismo-della-1-1.jpeg\",\"width\":572,\"height\":888,\"caption\":\"Joachim Fest. Il pessimismo della ragione\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.melazzini.com\\\/it\\\/archivio\\\/joachim-fest-il-pessimismo-della\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Startseite\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.melazzini.com\\\/it\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Archivio\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.melazzini.com\\\/it\\\/archivio\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":3,\"name\":\"Joachim Fest. Il pessimismo della ragione\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.melazzini.com\\\/it\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.melazzini.com\\\/it\\\/\",\"name\":\"Alessandro Melazzini\",\"description\":\"\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.melazzini.com\\\/it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/35503f4f2d8863ae3d07d47d0d65316f\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.melazzini.com\\\/it\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":[\"Person\",\"Organization\"],\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.melazzini.com\\\/it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/35503f4f2d8863ae3d07d47d0d65316f\",\"name\":\"Alessandro Melazzini\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/e25ea0bc3de659e56dd05cc339d7c83eb41f86169ee49858860ee8be6e5b5e0a?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/e25ea0bc3de659e56dd05cc339d7c83eb41f86169ee49858860ee8be6e5b5e0a?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/e25ea0bc3de659e56dd05cc339d7c83eb41f86169ee49858860ee8be6e5b5e0a?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Alessandro Melazzini\"},\"logo\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/e25ea0bc3de659e56dd05cc339d7c83eb41f86169ee49858860ee8be6e5b5e0a?s=96&d=mm&r=g\"},\"sameAs\":[\"http:\\\/\\\/www.melazzini.com\",\"https:\\\/\\\/www.facebook.com\\\/alessandro.melazzini\",\"https:\\\/\\\/www.instagram.com\\\/alessandromelazzini\",\"https:\\\/\\\/www.linkedin.com\\\/in\\\/melazzini\\\/\",\"https:\\\/\\\/x.com\\\/AleMelazzini\"]}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Joachim Fest. Il pessimismo della ragione - Alessandro Melazzini","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/archivio\/joachim-fest-il-pessimismo-della\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Joachim Fest. Il pessimismo della ragione - Alessandro Melazzini","og_description":"Nel sessantesimo anniversario della fine della guerra, un'ampia intervista allo storico tedesco su Der Untergang, il conservatorismo e il futuro d'Europa","og_url":"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/archivio\/joachim-fest-il-pessimismo-della\/","og_site_name":"Alessandro Melazzini","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/alessandro.melazzini","article_modified_time":"2026-10-20T11:38:55+00:00","og_image":[{"width":572,"height":888,"url":"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/joachim-fest-il-pessimismo-della-1-1.jpeg","type":"image\/jpeg"}],"twitter_card":"summary_large_image","twitter_site":"@AleMelazzini","twitter_misc":{"Tempo di lettura stimato":"12 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/archivio\/joachim-fest-il-pessimismo-della\/","url":"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/archivio\/joachim-fest-il-pessimismo-della\/","name":"Joachim Fest. Il pessimismo della ragione - Alessandro Melazzini","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/archivio\/joachim-fest-il-pessimismo-della\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/archivio\/joachim-fest-il-pessimismo-della\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/joachim-fest-il-pessimismo-della-1-1.jpeg","datePublished":"2026-10-05T08:10:39+00:00","dateModified":"2026-10-20T11:38:55+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/archivio\/joachim-fest-il-pessimismo-della\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.melazzini.com\/it\/archivio\/joachim-fest-il-pessimismo-della\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/archivio\/joachim-fest-il-pessimismo-della\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/joachim-fest-il-pessimismo-della-1-1.jpeg","contentUrl":"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/joachim-fest-il-pessimismo-della-1-1.jpeg","width":572,"height":888,"caption":"Joachim Fest. Il pessimismo della ragione"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/archivio\/joachim-fest-il-pessimismo-della\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Startseite","item":"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Archivio","item":"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/archivio\/"},{"@type":"ListItem","position":3,"name":"Joachim Fest. Il pessimismo della ragione"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/#website","url":"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/","name":"Alessandro Melazzini","description":"","publisher":{"@id":"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/#\/schema\/person\/35503f4f2d8863ae3d07d47d0d65316f"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":["Person","Organization"],"@id":"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/#\/schema\/person\/35503f4f2d8863ae3d07d47d0d65316f","name":"Alessandro Melazzini","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/e25ea0bc3de659e56dd05cc339d7c83eb41f86169ee49858860ee8be6e5b5e0a?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/e25ea0bc3de659e56dd05cc339d7c83eb41f86169ee49858860ee8be6e5b5e0a?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/e25ea0bc3de659e56dd05cc339d7c83eb41f86169ee49858860ee8be6e5b5e0a?s=96&d=mm&r=g","caption":"Alessandro Melazzini"},"logo":{"@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/e25ea0bc3de659e56dd05cc339d7c83eb41f86169ee49858860ee8be6e5b5e0a?s=96&d=mm&r=g"},"sameAs":["http:\/\/www.melazzini.com","https:\/\/www.facebook.com\/alessandro.melazzini","https:\/\/www.instagram.com\/alessandromelazzini","https:\/\/www.linkedin.com\/in\/melazzini\/","https:\/\/x.com\/AleMelazzini"]}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/985","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=985"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/985\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1134,"href":"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/985\/revisions\/1134"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/866"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1132"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=985"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}