{"id":931,"date":"2026-10-05T10:05:53","date_gmt":"2026-10-05T08:05:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/archivio\/ivo-stefano-germano-svacco-totale\/"},"modified":"2026-10-20T12:45:50","modified_gmt":"2026-10-20T10:45:50","slug":"ivo-stefano-germano-svacco-totale","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/archivio\/ivo-stefano-germano-svacco-totale\/","title":{"rendered":"Ivo Stefano Germano, svacco totale"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Conversazione con il sociologo pop sull\u2019estate italiana.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1762\" height=\"893\" src=\"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/ivo-stefano-germano-svacco-totale-1-2.jpeg\" alt=\"Ivo Stefano Germano, svacco totale\" class=\"wp-image-1091\" srcset=\"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/ivo-stefano-germano-svacco-totale-1-2.jpeg 1762w, https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/ivo-stefano-germano-svacco-totale-1-2-300x152.jpeg 300w, https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/ivo-stefano-germano-svacco-totale-1-2-1024x519.jpeg 1024w, https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/ivo-stefano-germano-svacco-totale-1-2-768x389.jpeg 768w, https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/ivo-stefano-germano-svacco-totale-1-2-1536x778.jpeg 1536w\" sizes=\"(max-width: 1762px) 100vw, 1762px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Immagine generata con IA<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ivo, ti manca il tabarro?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parecchio, anche se ormai non \u00e8 pi\u00f9 tempo di tabarro. Le estati durano talmente tanto che esondano l\u2019estivo come categoria: il tabarro \u00e8 dentro di me, il tabarro inside. <br><br><strong>La legge morale \u00e8 sopra di te e il tabarro intorno a te.<\/strong> <br><br>Il tabarro, ma anche il Loden, tutti quegli apparati di vestizione legati alle stagioni come si deve, e non a questa eterna estate che esonda, colonizza, annette e sovrasta tutte le altre stagioni: fanno s\u00ec che il tabarro sia una specie di appiglio, un\u2019idea consentita di fuga in una societ\u00e0 sorvegliatissima e meteorologicamente cadenzata, da temperature sempre pi\u00f9 scottanti. Puoi pensare al tabarro sapendo che difficilmente potrai reindossarlo, per\u00f2 \u00e8 l\u2019utopia: ci vuole sempre un appiglio che vada oltre una quotidianit\u00e0 burocratizzata e sclerotizzata. E allora ben venga il tabarro, per resistere a questa stagione, la pi\u00f9 totalitaria che esista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il tabarro, o lo Janker per chi frequenta la Baviera, o il Loden: a ben pensarci sono indumenti che ti chiudono, ti abbottonano, ti tengono al caldo. L\u2019estate invece \u00e8 la liberazione. E tu mi stai raccontando l\u2019idea opposta: il tabarro come libert\u00e0 e l\u2019estate totalizzante come costruzione?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Certo. L\u2019eleganza, l\u2019ordine, il senso di considerare le cose \u00e8 dato dal capospalla. L\u2019estate \u00e8 una cosa un po\u2019 grossolana: queste caviglie aperte, l\u2019ennesima accelerazione incontrollata, i corpi quasi ustionati, queste braccia nere tatuate che come murene escono dall\u2019acqua, o che te le ritrovi vicino sul treno. L\u2019estate \u00e8 un guazzabuglio, e io provo a metterci sopra un capo che ti copre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Qui e anche <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/ivo.germano.5\">sui social<\/a> tu inveisci contro il caldazzo. Ma senza l\u2019estate ci sarebbe il pop? Tu ti occupi di pop\u2026 e detesti l\u2019estate?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Innanzitutto mi allineo al pi\u00f9 grande studioso di pop in assoluto, Tommaso Labranca, che proprio teneva a dire di detestare agosto. Quindi non \u00e8 vero che il pop sia legato all\u2019estate. Io mi allineo e trovo conforto in quello che ritengo il sommo, il Tommaso d\u2019Aquino del pop, la Summa pop, di cui ho letto perfino i risvolti delle cartine dei Chupa Chups, di cui andava golosissimo. Labranca confutava l\u2019idea che il pop fosse il nazional-popolare. Naturalmente, storicamente, sono io il primo a dire che in Italia il pop d\u00e0 le canzoni estive in spiaggia, si declina con l\u2019estate. In <a href=\"https:\/\/alpenway.com\/it\/italodisco\/\">Italo Disco<\/a> parlo di quelle estati invincibili e infinite degli Anni Ottanta. Ma quelle non sono pi\u00f9 le estati attuali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019estate non \u00e8 pi\u00f9 quella di una volta?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Assolutamente s\u00ec. Da almeno trent\u2019anni non \u00e8 pi\u00f9 quella di una volta. C\u2019\u00e8 una grande retorica sull\u2019estate. Intanto non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 il segno televisivo che annunciava l\u2019estate: non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 il Festivalbar, il Vota la Voce. Per me l\u2019estate era l\u2019attesa, da adolescente a Bologna, di andare a Vota la Voce in Piazza Maggiore. Quella non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. E poi ormai l\u2019estate \u00e8 ovunque, la cantano tutto l\u2019anno, e cos\u00ec si \u00e8 quantomeno dimidiata, depotenziata: \u00e8 l\u2019ennesimo mito di cartapesta che resiste, ma non ha pi\u00f9 un\u2019invincibilit\u00e0. Adesso non riusciremmo a girare un Mercoled\u00ec da leoni: cambierebbero i presupposti. Non potresti fare Sapore di mare, n\u00e9 l\u2019uno n\u00e9 il due, perch\u00e9 non \u00e8 pi\u00f9 estate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>E le vacanze di Natale?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le vacanze di Natale, Cortina, una loro persistenza ce l\u2019hanno. \u00c8 un\u2019opera al contrario, per contrasto. Ma in realt\u00e0, quanto \u00e8 durata adesso l\u2019estate vera?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>In Germania, dove mi trovo io, dicono che duri solo due settimane\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Esatto. C\u2019\u00e8 l\u2019overtourism, che ha cambiato l\u2019estate. C\u2019\u00e8 il fuso, c\u2019\u00e8 Ryanair, c\u2019\u00e8 il low cost che ha cambiato l\u2019idea d\u2019estate, e c\u2019\u00e8 la miseria che ha cambiato l\u2019idea d\u2019estate. Io mi volevo godere, da \u201cdesertista\u201d, la citt\u00e0 svuotata di agosto, e temo invece che sar\u00e0 piena. La verifica \u00e8 spannometrica, come dicono quelli bravi, a naso, come dicono i professori. Molti restano in citt\u00e0. Gli Equipe 84 e Giuliano Palma non potrebbero pi\u00f9 cantare Tutta mia la citt\u00e0? La canterebbero, ma non verrebbero capiti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Cerchiamo allora di capire il libro dedicato a un argomento molto specifico, la Barbie. Perch\u00e9 l\u2019hai scritto?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nasce perch\u00e9 volevo fare una profezia. Ho sempre detto che avrei scritto le cose importanti purch\u00e9 in tempi non sospetti. Non piacendomi l\u2019attualit\u00e0, non avendo mai letto un libro di cronaca di nessun tipo, mi hanno sempre interessato i ricordi pomeridiani, i pomeriggi di gioco, le feste, le situazioni da bambini, ma anche da povera gente. Mi ha sempre interessato quest\u2019oggetto, questa star, questa bambola. Non volevo scrivere un saggio: volevo essere profetico. Non \u00e8 un merito, non voglio lodarmi, per\u00f2 sono contento perch\u00e9 nella quarta di copertina volli definirmi \u201csociologo pop\u201d, una bestemmia per l\u2019epoca.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1403\" height=\"308\" src=\"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/ivo-stefano-germano-svacco-totale-2-2.png\" alt=\"Ivo Stefano Germano, svacco totale\" class=\"wp-image-1092\" srcset=\"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/ivo-stefano-germano-svacco-totale-2-2.png 1403w, https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/ivo-stefano-germano-svacco-totale-2-2-300x66.png 300w, https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/ivo-stefano-germano-svacco-totale-2-2-1024x225.png 1024w, https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/ivo-stefano-germano-svacco-totale-2-2-768x169.png 768w\" sizes=\"(max-width: 1403px) 100vw, 1403px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Qual era la profezia da te annunciata?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019immaginario imbambolato, che la Barbie avrebbe dettato. Io, vent\u2019anni fa e passa &#8211; nel 2000, quindi ventisei anni fa &#8211; avevo gi\u00e0 capito che avrebbero fatto un film femminista su Barbie, nonostante fosse diventata uno degli oggetti di critica del femminismo. Sapevo che Barbie si sarebbe coniugata a certe definizioni di capitalismo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quindi pi\u00f9 che Barbie femminista, Barbie capitalista?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">S\u00ec, esatto, o turbocapitalista, o pre-trumpiana, non lo so, comunque pi\u00f9 pre- e non post. Volevo essere profeta, in patria ovviamente. Poi l\u2019editore dell\u2019epoca mi inser\u00ec nella collana gialla, quella sui nomi trash, camp eccetera. Ma io volevo in realt\u00e0 fare una professione di pop, perch\u00e9 sapevo che il pop sarebbe diventato il grimaldello, la categoria, la fenomenologia fondamentale per capire &#8211; non dico tutto, ma molto &#8211; di quello che stava succedendo e che sarebbe successo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quindi una metonimia: la Barbie come simbolo del pop. <br><br><\/strong>Un\u2019anabasi pop. <strong><br><br>Detto in maniera semplice, come se fossimo su una malga a mangiare pane e salame: che cosa \u00e8 successo, Ivo, di quello che profetizzavi?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bella la malga! Innanzitutto la plastificazione. L\u2019immaginario di plastica: la plastificazione da silicone, da beauty, non chirurgica ma da chiromanzia estetica sui corpi. E la plastificazione dei sentimenti: lo storytelling &#8211; basta scorrere le classifiche dei libri &#8211; la plastificazione degli stati d\u2019animo, la fase di trasformazione dei social network, dei social media, di Instagram. La Barbie l\u2019aveva capito molto prima. Barbie precorritrice, antesignana di un mondo plastificato nel quale saremmo stati avvolti? Una Barbie argonauta della plastificazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Gli argonauti, da te, li avevo gi\u00e0 sentiti\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 una figura che mi ha sempre affascinato molto, la mitologia degli argonauti: mi \u00e8 rimasta pi\u00f9 delle altre. La tensione argonautica mi ha sempre affascinato e la uso molto. Perch\u00e9 vanno in posti dove nessuno era mai andato, come Barbie, no? Barbie va a occupare una posizione dell\u2019immaginario impensabile per una bambola. Tra l\u2019altro \u00e8 un plagio, perch\u00e9 Barbie esisteva gi\u00e0 in Germania: era una bambolina che si vendeva negli spazi dei soldati americani, e Ruth Handler, col marito, si ispir\u00f2 a quella e la trasform\u00f2 in Barbie. C\u2019\u00e8 l\u2019heroin chic, che \u00e8 Kate Moss: c\u2019\u00e8 Barbie prima di Kate Moss. C\u2019\u00e8 il gioco del corpo, la modularit\u00e0 del corpo, l\u2019intermodularit\u00e0 del corpo. Il corpo come valore assoluto della postmodernit\u00e0, chiave d\u2019ingresso di un postmoderno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Se tu avessi una figlia piccola, come capita a me, gliela daresti la Barbie, o la terresti lontana?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mila \u00e8 molto piccola, la terrei ancora lontana. Un po\u2019 come da ragazzo: bene internet, i social un po\u2019 meno. Insomma, adelante con juicio, con massimo giudizio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Adesso per\u00f2 parliamo di cose serie. L\u2019estate, da bambino: Calippo o Biscottone?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da bambino, Biscottone. Cio\u00e8 tutti i biscotti gelati, non i coni: il biscotto gelato. E mi piacevano molto le bomboniere gelate, quelle s\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le battute sul Biscottone ti facevano ridere?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">No, mai fatto ridere, per\u00f2 le leggevi a voce alta, era una specie di focolare, quando scartavi queste cose. Ma il primo contatto coi gelati, anagraficamente, era il ghiacciolo: l\u2019estate era il ghiacciolo. Ricordo mio padre che mangiava il ghiacciolo e un po\u2019 si accendeva le sigarette. Il calendario del gommista, insomma, le prime cose che denotavano una casa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Come passavi tu, Ivo, i pomeriggi d\u2019estate degli anni Settanta?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In casa, perch\u00e9 avevo i genitori che lavoravano. Li passavo in casa con mia nonna cuoca &#8211; con le due nonne, fino a quando sono state al mondo &#8211; oppure andavo con mia mamma in negozio, a giocare in una specie di laboratorio di riparazione, in magazzino, dove giocavo a temperature di cinquanta gradi. Allora non c\u2019erano queste raffinatezze, queste ossessioni, e me ne stavo per conto mio: io ho sempre giocato da solo, poco in cortile. Piccola, piccolissima borghesia: fuori giocavano gli altri, io invitavo a casa a giocare, quello s\u00ec, per buona educazione. Ma ho sempre giocato da solo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1399\" height=\"1176\" src=\"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/ivo-stefano-germano-svacco-totale-3-2.png\" alt=\"Ivo Stefano Germano, svacco totale\" class=\"wp-image-1093\" srcset=\"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/ivo-stefano-germano-svacco-totale-3-2.png 1399w, https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/ivo-stefano-germano-svacco-totale-3-2-300x252.png 300w, https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/ivo-stefano-germano-svacco-totale-3-2-1024x861.png 1024w, https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/ivo-stefano-germano-svacco-totale-3-2-768x646.png 768w\" sizes=\"(max-width: 1399px) 100vw, 1399px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nei tuoi ricordi d\u2019estate sento poco mare.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ah, mare pochissimo, ne ho sempre fatto poco, anche perch\u00e9 mio padre viaggiava per il mondo. Con mia mamma andavamo solo una settimana a Riccione, mi ricordo, fino a un certo punto &#8211; poi non ci siamo andati pi\u00f9, non ho mai capito perch\u00e9. Si tornava sempre poco dopo l\u2019inizio di agosto, in citt\u00e0. E allora s\u00ec che c\u2019era il deserto, a Bologna: era una cosa fantastica, una citt\u00e0 metafisica, una Tresigallo a livelli altissimi. Una citt\u00e0 da rifondare, di silenzi assoluti, le case animate solamente dagli schermi dei pochi che rimanevano. Indescrivibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quanto ti mancano quei vuoti?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tantissimo. Perch\u00e9 erano vuoti sospesi, che riempivi di tutto, stando fermo. Senza questa mobilit\u00e0 perpetua: si stava fermi, si giocava ore e ore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>E da pi\u00f9 grandicello, qual era il tuo rapporto con le discoteche?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da pi\u00f9 grande sono diventato disco boy, quello s\u00ec, per alcuni anni, fino alla laurea. Andavo a ballare in modo molto assiduo, andavo da solo, al mare, con il maggiolone, a ballare, e tornavo indietro. Facevo queste cose, ero un piccolo Dennis &#8211; cantava Lucio Dalla &#8211; ero molto disco boy, mi piaceva molto andare a ballare. Anche andarci da solo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Mettiti nei panni di un ragazzo che ci legge e ha diciotto o vent\u2019anni, nel 2026. Raccontagli la differenza in una discoteca, rispetto a quando eri ragazzo tu.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Intanto, non c\u2019era mediazione tecnologica. E veniva da prima: ho iniziato ad andare a ballare non la sera, ma al pomeriggio, alle due, il sabato o la domenica, dopo mediazioni familiari inenarrabili, tipo congressi diplomatici o vertenze sindacali. C\u2019era una dimensione fisica, di spostamento. All\u2019inizio della notte, non a fine notte. E poi i corpi, la dimensione fisica, le ballerine &#8211; non le cubiste &#8211; i DJ che facevano la musica. Perch\u00e9 c\u2019erano queste biblioteche di Babele di dischi. C\u2019era un lavoro: arrivavano con gli scatoloni, e io gi\u00e0 l\u00ec sbirciavo, e quasi sempre riuscivo a capire che disco avrebbe messo il DJ dalle copertine, dagli involucri, dal cellophane, dalla scritta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quindi molti pi\u00f9 atomi che bit.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infatti. E c\u2019era il \u201cpre\u201d, era fondamentale il \u201cpre\u201d, per un ragazzo della generazione X: preliminare, prestabilito, prefisso. Il \u201cpre\u201d era tutto, mica il post.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Adesso si direbbe il pregiudicato, ma lasciamo perdere. L\u2019estate era classifica. Qual \u00e8, a tuo modo di vedere e di ascoltare, la canzone pi\u00f9 estiva mai scritta, o comunque una canzone che associ in pieno all\u2019estate, a quelle estati?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I Simple Minds: la canzone pi\u00f9 bella in assoluto, \u201cSomeone Somewhere in Summertime\u201d. E tutto il disco \u00e8 un disco concept favoloso. Poi i Righeira, \u201cL\u2019estate sta finendo\u201d, s\u00ec. Personalmente, una canzone che tuttora mi commuove, \u201cMovin\u2019 On\u201d dei Novecento: me ne ero innamorato, era il secondo innamoramento immaginario dopo Diana Est, quello per la cantante dei Novecento. Ma assolutamente se ne devo dire una: \u201cSomeone Somewhere in Summertime\u201d. L\u00ec siamo a livelli poetici, quasi onirici. E poi anche \u201cThe First Picture of You\u201d dei Lotus Eaters, un\u2019altra canzone bellissima di quegli anni che mi ricordo dell\u2019estate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La musica estiva era anche il tormentone, disprezzato da tutti e cantato da tutti. Che cos\u2019era, il tormentone? Perch\u00e9 lo si dimenticava a settembre? E perch\u00e9 forse non ci sono pi\u00f9 i tormentoni: \u00e8 un bene o un male?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non ci sono pi\u00f9 perch\u00e9 l\u2019industria discografica adesso non \u00e8 calibrata sul tormentone. Il tormentone partiva perch\u00e9 era inutile, era effimero di suo, e sapevi che ti avrebbe accompagnato dalla fine delle scuole. L\u2019estate vera iniziava con gli scrutini scolastici e finiva pi\u00f9 o meno con l\u2019inizio delle scuole, tra fine settembre e inizio ottobre &#8211; cos\u00ec un ventenne che ci legge capisce un po\u2019 come \u00e8 cambiato il calendario. Il tormentone non aveva pretese elettorali: serviva per fare l\u2019amore, per ubriacarsi, per stare in spiaggia, per attraversare le controre estive. Era legato a una trasmissione che partiva dalle radio, passava dalla televisione, e te la ritrovavi in spiaggia, nei jukebox. Molte volte, da piccolo, i tormentoni li ascoltavi attraverso i pi\u00f9 grandi, che monopolizzavano i jukebox: Battisti, Baglioni, e il primo Alan Sorrenti io non l\u2019ho mai scelto come tormentone estivo, l\u2019ho capito che era un tormentone dai pi\u00f9 grandi, che al mare o in citt\u00e0, nei bar, stavano attorno al jukebox come a delimitare una selezione generazionale &#8211; \u00abqui ci siamo noi, voi pi\u00f9 piccoli ascoltate da lontano, con le biciclette, il pallone, perch\u00e9 poi verr\u00e0 il vostro tempo\u00bb. E lo cantavano tutti, molto pi\u00f9 delle altre canzoni. Il tormentone durava moltissimo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1395\" height=\"532\" src=\"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/ivo-stefano-germano-svacco-totale-4-2.png\" alt=\"Ivo Stefano Germano, svacco totale\" class=\"wp-image-1094\" srcset=\"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/ivo-stefano-germano-svacco-totale-4-2.png 1395w, https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/ivo-stefano-germano-svacco-totale-4-2-300x114.png 300w, https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/ivo-stefano-germano-svacco-totale-4-2-1024x391.png 1024w, https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/ivo-stefano-germano-svacco-totale-4-2-768x293.png 768w\" sizes=\"(max-width: 1395px) 100vw, 1395px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Lo rimpiangi, il tormentone, Ivo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tormentone \u00e8 una forma di nostalgia pop che a me non piace. Mi piace la memoria pop, che \u00e8 ancora viva. Il tormentone \u00e8 un po\u2019 una cosa da retromania, un po\u2019 un congelare le stagioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Spiegami il valore della memoria e la differenza con la semplice nostalgia.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La nostalgia \u00e8 legata al marketing retromania: al vecchio diventato vintage, alla nostalgia diventata revival, a coprire dei buchi dal punto di vista dell\u2019offerta commerciale. La memoria \u00e8 diversa: \u00e8 una materia viva, fatta soprattutto &#8211; non solo &#8211; di una dimensione (adesso una parolaccia) collettiva, ma anche di una dimensione individuale, di un filtro soggettivo riguardo a un\u2019atmosfera, un tormentone, una sensazione, un capo d\u2019abbigliamento. Quindi \u00e8 pi\u00f9 radicata, ed \u00e8 vera. La nostalgia \u00e8 legata anche, banalmente, a ricordi personali, che sono fondamentali ma non per questo appartengono alle memorie collettive. Si pu\u00f2 dire: memoria \u00e8 poesia, nostalgia \u00e8 prosa. Io per esempio ho dei ricordi privati decisivi e dei ricordi molto blandi di grandi eventi epocali. Ho un ricordo molto blando della caduta del Muro di Berlino, e un ricordo vivissimo della mia prima cintura per tenere i libri in quinta ginnasio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ivo, ti rendi conto che, dicendo questo, per certi versi ti sottoponi agli strali dei tanti pensosi intellettuali che, se non trovano in un testo, in un film, in un prodotto artistico un elemento sociale, possibilmente moralizzante, lo ritengono gi\u00e0 un pochino di scarto?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Beh, io sono uno di scarto! L\u2019ho sempre detto, anche nei tempi non sospetti: mi occupo di cose inutili, banali, periferiche, non edificanti. Il sociale non mi ha mai interessato &#8211; ammetto il mio limite. Mi interessa la piega, mi interessa lo scarto, mi interessa quello che \u00e8 stato scordato ma era fondamentale. E secondo me, pi\u00f9 del sociale, pi\u00f9 della catechesi sociale, mi interessa la quotidianit\u00e0, il quotidiano, che \u00e8 la mia ossessione. <br><br><strong>Tutto questo \u00e8 molto ironico e quindi anche molto irritante per una certa parte.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Certo, capisco che possa innervosire i buttafuori della cultura. Un altro binomio che non si pu\u00f2 non citare parlando di estate, di qualsiasi estate: estate ed erotismo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non erotismo: nudo. <strong><br><\/strong>Estate \u00e8 nudo. La nudit\u00e0 durante l\u2019anno era impossibile, ma il mare, la spiaggia, l\u2019estate la rendevano possibile. Non la scollatura: non confondiamo adesso con gli short, con i millimetri di stoffa, o il perizoma di mamma e figlia. Non questo. La nudit\u00e0, la fisicit\u00e0, lo stare attaccati, appiccicati, la dimensione dermica, la pelle, quella che hai sulle labbra e sulla pelle, appunto, i capelli, le estremit\u00e0, le zone erogene. La nudit\u00e0. Ma se l\u2019estate \u00e8 un periodo che \u00e8 stato allungato a tutto l\u2019anno, anche il nudo \u00e8 stato allungato a tutto l\u2019anno, e nella nostra societ\u00e0 \u00e8 un nudo rimarcato, un nudo coperto: \u00e8 nel quiz show delle otto e mezza, nella tv generalista. Non \u00e8 pi\u00f9 riservato, non \u00e8 pi\u00f9 canalizzato in quei pochi mesi in cui vedevi dei corpi nudi o seminudi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quando non sei impegnato a bere Coca e rum o a fare il professore di sociologia, tu, Ivo, pubblichi post molto interessanti, un po\u2019 criptici, su Facebook. Dopo aver chiarito il binomio estate e nudit\u00e0, mi spieghi le figure dei tuoi guizzi social? Partiamo dalle \u201cbiondo Audi\u201d: le creature predilette. Chi sono?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019archetipo l\u00ec \u00e8 facile: un film, un libro di Enrico Vanzina, \u201cLe finte bionde\u201d, e ci metto anche un po\u2019 di Franca Valeri. Lo schema \u00e8 abbastanza semplice: l\u2019illusione di questa borghesia spianata, di queste carriere fatte con divorzi d\u2019oro, ben assestate. E tutto il c\u00f4t\u00e9 del nulla costruito intorno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alle \u201cbiondo Audi\u201d si affiancano le \u201cnate magre\u201d.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le nate magre, e le nate magrerrime. Guy Debord diceva che il situazionismo doveva occuparsi di oggetti invisibili, non di oggetti visibili. Ecco, le nate magre, le nate magrerrime, io mi sforzo di renderle visibili nella loro ideologizzazione, nel loro essere l\u2019avanguardia di una certezza data dalla magrezza come valore e come archetipo. Possiamo anche darne una lettura di sincronicit\u00e0 junghiana. Le nate magrerrime, quelle che si snodano e nascondono la gamba, perch\u00e9 riescono perfettamente a stare in equilibrio su una gamba sola, oppure la nata magra \u00e8 quella che riesce a dondolarsi coi piedini appoggiati alle gambe di un tavolo, non so, di un\u2019isola greca o di questi posti da pubblicit\u00e0, e riescono a dondolarsi su un solo piede della sedia, in questo dondol\u00eco assiduo, enfatizzando i polsi, le vene nelle braccia, le spalle puntutissime e i piedi magrerrimi, veramente abbronzatissimi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ma, Ivo, scusami: la Barbie non \u00e8 una nata magra?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Barbie? No. Calma con le parole. Barbie \u00e8 un fisico irrealizzabile, \u00e8 un\u2019altra cosa, non \u00e8 una nata magra. Pu\u00f2 aver influito molto sulle nate magre, ma Barbie non \u00e8 neanche un corpo: \u00e8 un archetipo, un ideale, \u00e8 un canone occidentale, come l\u2019Odissea, come Shakespeare, come Balzac. C\u2019\u00e8 un canone occidentale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1419\" height=\"348\" src=\"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/ivo-stefano-germano-svacco-totale-5-2.png\" alt=\"Ivo Stefano Germano, svacco totale\" class=\"wp-image-1095\" srcset=\"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/ivo-stefano-germano-svacco-totale-5-2.png 1419w, https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/ivo-stefano-germano-svacco-totale-5-2-300x74.png 300w, https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/ivo-stefano-germano-svacco-totale-5-2-1024x251.png 1024w, https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/ivo-stefano-germano-svacco-totale-5-2-768x188.png 768w\" sizes=\"(max-width: 1419px) 100vw, 1419px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Negli anni Ottanta c\u2019erano le nate magre?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">No. Le nate magre sono collegate al passaggio della fitness, del workout, della wellness, del vegan &#8211; dal dopo-2008, dopo la crisi economica, dopo i format su Prime. Questo riversarsi nel benessere, nel coltivarsi, un t\u00e8 caldo col gatto e un librone in una poltrona scandinava, per tenersi al riparo dal mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Mi pare di intuire, Ivo, che a te lo shabby chic non faccia impazzire.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo shabby chic \u00e8 il nemico di classe. \u00c8 l\u2019artificio anti-pop. Il pop \u00e8 una tavola coi piatti spaiati, se vogliamo anche qualche briciola sul tavolo, l\u2019attesa mentre arriva una birra fredda. Lo shabby chic \u00e8 una costruzione artata, non c\u2019\u00e8 vita, \u00e8 una figura retorica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Proseguendo nella tassonomia delle tue figure e dei tuoi tic social &#8211; perch\u00e9, pur criticando il social, ci sei presente e vai seguito. Ma la tua tavola social non \u00e8 aperta a tutti: la condivisione richiede di far parte di una \u201cbolla chic\u201d di cui sei molto contento e orgoglioso. Quindi anche tu sei un po\u2019 elitario, come Stefan George?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Io sono manniano, sono elitario e manniano, come Golo Mann rispetto a Thomas Mann. Pochissimi, ma buonissimi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Per\u00f2 accetti che ci siano dei limiti valicabili?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">S\u00ec, ogni tanto condivido post del mio profilo. I due picchi aperti sono \u201cSiamo stati felici\u201d, per la mia consolazione domenicale, e l\u2019altro profilo aperto, \u201cA te famiglia\u201d. Quello \u00e8 il mio editoriale: fai conto che lo concepisco come se fosse un quindicinale, una volta cartaceo. Si entra con \u201cA te famiglia\u201d, si prosegue ogni tanto con un \u201cbasta\u201d a croce quando qualcosa mi fa innervosire o diventa intollerabile, e poi si va nel pomeriggio, per i rami &#8211; pomeriggi veri, durante l\u2019anno scolastico che si interrompe d\u2019estate &#8211; nate magre, biondo Audi eccetera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u00c8 proprio sulla domenica che volevo arrivare, Ivo. Nella tua serie di post domenicali &#8211; \u201cSiamo stati felici\u201d &#8211; tu presenti foto d\u2019antan, spesso in bianco e nero, spesso di belle donne di un\u2019epoca passata. Ti rendi conto che mostrare, ricordare, magnificare i tempi passati, la classe, l\u2019eleganza, lo sguardo sulla donna, ti potrebbe rendere un bersaglio perfetto per ogni wokismo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non lo faccio apposta, non l\u2019avrei mai pensato. A me viene naturale metterlo, non \u00e8 anti qualcuno, contro qualcosa. \u00c8 lo sguardo che mi appartiene: sabato, per esempio, far\u00f2 una cosa su Brigitte Bardot, e partir\u00f2 dal mio ricordo da bambino, con le prime canzoncine che ricordo, \u201cBrigitte Bardot, Bardot\u201d &#8211; non a Bardot in s\u00e9, che ho scoperto dopo, ma a un tema di femminilit\u00e0. Sinceramente, non lo faccio contro qualcosa o qualcuno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quelle foto di un tempo passato, cos\u00ec ricercate e toccanti che pubblichi puntuale ogni domenica, parlano soprattutto di te.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">S\u00ec, pu\u00f2 essere una specie di selfie dell\u2019anima mia, una concatenazione di ricordi. Mi viene cos\u00ec, mi viene quel ricordo, com\u2019erano quegli sguardi, le due sorelle Muti per esempio. Ne parlavo con un ragazzo che ha detto: \u00abFinalmente hai postato la sorella di Ornella Muti, che per me era molto pi\u00f9 bella\u00bb. E ci credo! Ma non posto mai contro qualcuno, non amo il contro, la controcultura, i modelli alternativi: non saprei neanche da dove iniziare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>E la serie di post dedicati ai tuoi \u201cbasta\u201d?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando un fenomeno di costume deborda, straborda, lo sbocco, il \u201cbasta\u201d, devo farlo. E l\u00ec contesto e critico anche il wokismo, certe declinazioni contemporanee di pensiero totalizzante e post-totalitario, col \u201cbasta\u201d. Ma a me interessa l\u2019\u201cuffa\u201d, lo sbuffare. Mi fermo l\u00ec, non ne voglio fare una categoria di pensiero.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1427\" height=\"422\" src=\"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/ivo-stefano-germano-svacco-totale-6-2.png\" alt=\"Ivo Stefano Germano, svacco totale\" class=\"wp-image-1096\" srcset=\"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/ivo-stefano-germano-svacco-totale-6-2.png 1427w, https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/ivo-stefano-germano-svacco-totale-6-2-300x89.png 300w, https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/ivo-stefano-germano-svacco-totale-6-2-1024x303.png 1024w, https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/ivo-stefano-germano-svacco-totale-6-2-768x227.png 768w\" sizes=\"(max-width: 1427px) 100vw, 1427px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Qual \u00e8 il \u201cbasta\u201d di quest\u2019estate 2026, Ivo, secondo te?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nolan. C\u2019\u00e8 chi fa il secchioncino, ci sono quei ciucci a scuola che sui social si ergono a dire che hanno visto l\u2019Odissea, che dovete andare o no a vederla. Il mio \u201cbasta\u201d immenso e sentitissimo \u00e8 verso Nolan. Peraltro Nolan \u00e8 il tormentone di questa estate, e <a href=\"https:\/\/scritti.melazzini.com\/p\/nolan-e-il-cavallo-di-vetro\">molti ne parlano per darsi un tono<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ivo, tu non sei mai stato un sociologo vicino al Partito Comunista, non sei mai stato vicino alla Chiesa e questo, in Italia, nell\u2019accademia, non ti ha aiutato. Aggiungiamo che c\u2019\u00e8 chi storce il naso di fronte a un professore che parla di <a href=\"https:\/\/alpenway.com\/it\/cicciolina\/\">Cicciolina<\/a> e fa ironia su Facebook &#8211; il mix \u00e8 esplosivo. Che cosa vuol dire fare l\u2019intellettuale nell\u2019Italia di oggi?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fare l\u2019intellettuale nell\u2019Italia di oggi, secondo me, significa non aspirare a nessuna centralit\u00e0, non credere, sapere soprattutto che l\u2019unico salotto vero \u00e8 quello di casa tua, se ce l\u2019hai. L\u2019intellettualit\u00e0 deve perseguire un\u2019eccentricit\u00e0, essere centripeta e non centrifuga. Si pu\u00f2 ancora fare l\u2019intellettuale cos\u00ec, anche se naturalmente non ti invitano da nessuna parte: sei gi\u00e0 postumo. Per\u00f2 \u00e8 facile che, forse, fra cento-centocinquant\u2019anni, un giovane riprender\u00e0 quello che si \u00e8 scritto &#8211; anche in questa intervistina &#8211; rispetto a certo trombonismo dilagante, e dica: caspita!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Da intellettuali si stava meglio negli anni Ottanta?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">S\u00ec, perch\u00e9 c\u2019erano le riviste adatte, c\u2019era per esempio il padre di Corona con King, avrei avuto probabilmente dei luoghi pi\u00f9 adatti. Io mi bevevo &#8211; negli anni Ottanta mi sono bevuto &#8211; ogni rubrica di Ivano G. Casamonti, che secondo me \u00e8 uno dei grandissimi di quell\u2019epoca; c\u2019\u00e8 anche Roberto D\u2019Agostino, importantissimo. C\u2019erano le possibilit\u00e0, le riviste, il dibattito, i racconti, i circoli culturali del luned\u00ec, dove ti trovavi El\u00e9mire Zolla e Sabino Acquaviva. La circolazione andava molto meglio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Hai spiegato cosa avrebbe fatto un Ivo adulto negli anni Ottanta. Raccontami invece cosa farebbe un Ivo diciottenne nell\u2019estate di oggi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un Ivo diciottenne nell\u2019estate del 2026, probabilmente starebbe su YouTube, potrebbe fare lo youtuber, oppure video su TikTok, attraversare la citt\u00e0 in cuffia, isolato ma con gli occhi attentissimi. Oppure un Ivo di diciotto anni farebbe quattro, cinque lavori in un giorno. Molto diverso dall\u2019Ivo degli anni Ottanta. Diversissimo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Allora era l\u2019estate a essere diversa, o eravamo noi diversi?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">No, l\u2019estate era diversa. Non credo che noi fossimo cos\u00ec diversi. Terribile la diversit\u00e0 delle generazioni, di chi dice \u00abera un\u2019altra Italia\u00bb: era un\u2019Italia pi\u00f9 modesta, pi\u00f9 piccola, pi\u00f9 gentile. In realt\u00e0 le estati degli anni Ottanta, se le vediamo in profondit\u00e0, erano gli ultimi vagoni dell\u2019estate degli anni Settanta, che \u00e8 stata la grande stagione dell\u2019estate. Ma era proprio diversa, l\u2019estate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Una volta si partiva e si rimaneva irrintracciabili. Adesso si \u00e8 reperibili ovunque. Abbiamo perso il diritto di sparire?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">S\u00ec, certo. E soprattutto si diventava fantasmatici, nelle estati degli anni Ottanta: diventavi un fantasma senza percorsi da tracciare, giocando su un termine attuale. Si poteva sparire, gli amici sparivano e te li ritrovavi dopo tre mesi, salvo qualche telefonata coi gettoni in una cabina a centoventi gradi, dove ti fondevi tu e si fondeva il rame dei gettoni. Si poteva scomparire, era irrintracciabile. Adesso non penso che le persone che ce lo dicono vogliano davvero essere fantasmatiche e non rintracciabili: prova a stare tu una settimana, due settimane, senza fare un post. Impensabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il Sud, una volta, era la meta: si partiva e si andava a Sud, quando c\u2019era l\u2019estate in Italia. Adesso i vettori aerei ci portano dappertutto. Com\u2019\u00e8 cambiato il viaggio d\u2019estate?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Intanto \u00e8 cambiato il mezzo, non \u00e8 pi\u00f9 l\u2019utilitaria. D\u2019estate si partiva tutti infagottati, era riservato un millimetro di spazio tra valigie, valigioni, borse. Si viaggiava sulla strada, c\u2019erano viaggi lunghissimi che ti provavano. Adesso \u00e8 low cost, sto seduto un po\u2019 pi\u00f9 scomodo e vai ovunque, ma hai cambiato la direzione del viaggio: adesso \u00e8 uno spostamento da un luogo all\u2019altro, mentre prima era un viaggio, per giunta in Italia. Ognuno faceva in estate un piccolo viaggio in Italia. Io avevo una compagna di classe &#8211; ecco la memoria &#8211; e ci aspettavamo che Patrizia tornasse dal suo viaggio, da Bologna alla Calabria, perch\u00e9 andava al mare dai nonni: era un aspetto di nostos, noi aspettavamo che rientrasse per farci raccontare com\u2019era andato il viaggio. Adesso lo pubblicherebbe in tempo reale: farebbe la diretta social, poi la playlist, poi una serie di storie di TikTok, poi darebbe le dritte sui posti dove mangiare e dormire, le recensirebbe, e quindi perderebbe tutta la portata informativa, conoscitiva, del suo viaggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Perderebbe il mistero?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perderebbe il mistero e, soprattutto, non ci sarebbe pi\u00f9 magia.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1423\" height=\"404\" src=\"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/ivo-stefano-germano-svacco-totale-7-2.png\" alt=\"Ivo Stefano Germano, svacco totale\" class=\"wp-image-1097\" srcset=\"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/ivo-stefano-germano-svacco-totale-7-2.png 1423w, https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/ivo-stefano-germano-svacco-totale-7-2-300x85.png 300w, https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/ivo-stefano-germano-svacco-totale-7-2-1024x291.png 1024w, https:\/\/www.melazzini.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/10\/ivo-stefano-germano-svacco-totale-7-2-768x218.png 768w\" sizes=\"(max-width: 1423px) 100vw, 1423px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Che cosa \u00e8 successo all\u2019estate?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ha perso la dimensione proiettiva. Di solito, sull\u2019estate uno proiettava le attese delle conquiste, del divertimento; adesso \u00e8 diventata tutta una fatica, perch\u00e9 \u00e8 tutto programmato, tutto fasato, diviso in fasi, tutto digitalizzato, tutto intermediato dalla tecnologia. Chi fa pi\u00f9 uno spostamento rapido per raggiungere il mare? Con quello che costava, uno spostamento rapido, se volevi raggiungere la tua fidanzata dell\u2019epoca &#8211; perch\u00e9 era \u201cfidanzata\u201d, allora &#8211; o perch\u00e9 andavi al mare. Ma chi lo fa pi\u00f9, uno spostamento rapido? Chi sa pi\u00f9 che esisteva, di fronte a una schermata?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Anche qui i bit hanno scacciato gli atomi?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I bit hanno discriminato gli atomi. E poi, in generale, il tempo sociale attuale \u00e8 un tempo monadico, un tempo di monadi, un tempo concluso. Lo stesso viaggio estivo, la stessa idea di vacanza, adesso funge da diversivo di monadi, di persone concluse in un mondo di bit digitalizzato. Non faccio pi\u00f9 lo spostamento rapido: ci pensa GPT a trovarmi l\u2019albergo pi\u00f9 conveniente, quanti giorni stare, i big data, le dritte. \u00c8 cos\u00ec, adesso, l\u2019estate: un\u2019estate automatica, programmata, prevedibile, preventivata, costretta. Sotto dettatura, s\u00ec, come essere sotto dettatura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ti manca l\u2019ozio?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi manca lo svacco che c\u2019era d\u2019estate. S\u00ec, quello mi manca da matti. Lo svacco consentito e lo svacco guadagnato: guadagnarsi il diritto allo svacco. Lo svacco infinito, se ci pensi, era veramente la meraviglia. Era una cosa che non ti potevi neanche immaginare possibile, e poi diventava possibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ma l\u2019estate non \u00e8 soprattutto anche una questione di classe? Spiagge, alberghi, ristoranti, cocktail, discoteche: non \u00e8 che se li possano permettere tutti. Capisco che non vogliamo fare la critica sociale, per\u00f2 una riflessione su questo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho iniziato dicendo che era totalitaria, e intendevo che era anche una stagione classista. Il classismo dell\u2019estate \u00e8 tuttora presente, anzi direi che adesso \u00e8 totalmente enfatizzato: \u00e8 il posto proprio tra chi pu\u00f2 e chi non pu\u00f2, in assoluto. L\u2019estate \u00e8 sempre stata classista &#8211; anche se nel periodo della golden age, i Settanta e gli Ottanta, si era popolarizzata la spiaggia. Ma \u00e8 sempre stata classista, sempre. Guardate i villoni, le villette, gli alberghi popolari, e capirete il classismo. Attenzione all\u2019inganno pop che c\u2019\u00e8 dietro la parola \u201cestate\u201d: l\u2019estate \u00e8 finto popolare, \u00e8 lo pseudo-pop dell\u2019estate, l\u2019estate \u00e8 classista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Questa stagione ha sempre avuto anche un elemento di malinconia, come tutte le cose umane. La domenica sera, tanto pi\u00f9 se cadeva a Ferragosto, il luna park che si smonta. I bagnini che a fine stagione ripongono le sdraio.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scherzando, dico sempre che ci vuole un gran coraggio ad augurare a qualcuno \u00abbuon Ferragosto\u00bb. Per me Ferragosto \u00e8 una specie di primo gennaio, o di ventisette dicembre, prolungato per due giorni: parte dal quattordici e si prolunga fino al sedici. Ed \u00e8 proprio collegato al classismo dell\u2019estate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Un solo odore, un solo sapore, una sola sensazione per dire \u00abquesta era l\u2019estate italiana\u00bb. Che cosa scegli?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Odore: indubbiamente la frutta caramellata, l\u2019odore dell\u2019estate. Sapore: tutto ci\u00f2 che \u00e8 dolce, cio\u00e8 melone, anguria, cocomero, gelati. E l\u2019altra cosa, per l\u2019estate in citt\u00e0: era incredibile quando si alzava un attimo un venticello, quella sensazione in cui il caldazzo minimamente cedeva alla brezzetta, alla piccola cosa che ti arrivava e passava attraverso i vestiti. Ecco, le tre cose dell\u2019estate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>A proposito di citt\u00e0. Un autore molto cittadino, Italo Svevo, di cui pure <a href=\"https:\/\/alpenway.com\/it\/italosvevo\/\">ci siamo occupati<\/a>, \u00e8 l\u2019anti-estate: nebbia, inetti, sigarette sempre rimandate, freddo, bora. Ci vuole uno sguardo cos\u00ec, invernale e ironico, per raccontarla bene, l\u2019estate? Insomma, per capire l\u2019estate bisogna rimpiangere il tabarro?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per capire l\u2019estate bisogna stare in maglione, almeno. Un bel maglione. Bisogna essere invernisti per interpretare l\u2019estate, mentre un estivo non potr\u00e0 mai interpretare l\u2019inverno. Questo \u00e8 un aut-aut, non \u00e8 possibile capovolgerlo. Perch\u00e9 chi ama l\u2019estate la ama in maniera ideologica ed esclusiva, mentre un invernista si concede sempre il dubbio che ci sia un\u2019altra stagione. Se ti piace il sole, il mare, abbronzarti, come fai a capire l\u2019inverno?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>E come fai a capire il pop?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il pop lo senti, non lo devi spiegare, il pop c\u2019\u00e8. Poi, vabb\u00e8, arriva la spiegazione, ma il pop \u00e8 un fenomeno, lo vedi. Ti accorgi che \u00e8 pop, che fai una cosa pop, che sei irradiato dal pop, bombardato dal pop.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Pubblicato il 15 agosto 2026 su <a href=\"https:\/\/scritti.melazzini.com\/p\/ivo-stefano-germano-svacco-totale\">Scritti<\/a>, il mio blog su Substack. Per ricevere i nuovi testi via email, <a href=\"https:\/\/scritti.melazzini.com\/subscribe\">iscriviti qui<\/a>. Gli altri articoli sono nell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/archivio\/\">archivio<\/a>.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Conversazione con il sociologo pop sull\u2019estate italiana.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1091,"parent":866,"menu_order":-10,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_acf_changed":false,"editor_notices":[],"footnotes":""},"class_list":["post-931","page","type-page","status-publish","has-post-thumbnail"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.7 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Ivo Stefano Germano, svacco totale - Alessandro Melazzini<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/archivio\/ivo-stefano-germano-svacco-totale\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Ivo Stefano Germano, svacco totale - 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