{"id":1074,"date":"2026-10-14T08:22:43","date_gmt":"2026-10-14T06:22:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/archivio\/quando-tagliai-i-capelli-a-wojtyla\/"},"modified":"2026-10-20T12:45:15","modified_gmt":"2026-10-20T10:45:15","slug":"quando-tagliai-i-capelli-a-wojtyla","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.melazzini.com\/it\/archivio\/quando-tagliai-i-capelli-a-wojtyla\/","title":{"rendered":"Quando tagliai i capelli a Wojty\u0142a"},"content":{"rendered":"\n
Un\u2019intervista inedita al religioso che accompagn\u00f2 Karol Wojty\u0142a al conclave.<\/em><\/p>\n\n\n\n Varsavia, agosto 2019. Incontro fratel Marian Markiewicz sulle scale della cattedrale, nel centro storico. \u00c8 impegnato con una scopa a pulire l\u2019ingresso. Nonostante le passate frequentazioni che pu\u00f2 vantare, non si \u00e8 montato la testa.<\/p>\n\n\n\n Sono venuto a conoscenza di questo religioso per caso, il giorno prima, mentre visitavo con mia moglie la citt\u00e0 vecchia. Anna, la nostra guida polacca, lo vede passare e mi informa che egli da giovane accompagn\u00f2 Karol Wojty\u0142a al conclave che lo rese Papa.<\/p>\n\n\n\n Sebbene mi fossi promesso di fare solamente il turista per quattro giorni, la curiosit\u00e0 ha la meglio sui buoni propositi e mi propongo di intervistarlo.<\/p>\n\n\n\n Marian acconsente, e ci porta in sagrestia, dove rimaniamo per tutto il tempo in piedi di fronte a un quadro raffigurante il suo Papa. Parla in polacco, Anna traduce.<\/p>\n\n\n\n Quando e come conobbe Papa Giovanni Paolo II?<\/strong><\/p>\n\n\n\n Nel 1977, alcuni anni dopo aver preso i voti, venni mandato a Roma, al Pontificio Collegio Polacco, presso cui faceva tappa il cardinale Wojty\u0142a ogni volta che veniva nella capitale.<\/p>\n\n\n\n Mio era il compito di andare a prenderlo in aeroporto e condurlo presso tutti i numerosi appuntamenti che aveva in citt\u00e0. Talvolta Wojty\u0142a si fermava a Roma una settimana, talaltra anche un mese. Ma non lo assistevo solo durante i suoi impegni di lavoro. Accadeva infatti che lo portassi anche al mare per una nuotata, visto che il Santo Padre amava molto lo sport. Sebbene fosse pi\u00f9 anziano di me, e io mi sforzassi, non riuscivo mai a batterlo quando nuotavamo.<\/p>\n\n\n\n Lo portavo anche a passeggiare in montagna, tuttavia quando Wojty\u0142a si recava al Terminillo a sciare, un\u2019altra delle sue passioni sportive, non lo seguivo, perch\u00e9 non sono capace.<\/p>\n\n\n\n Che carattere aveva il cardinale Wojty\u0142a prima di venire eletto Papa?<\/strong><\/p>\n\n\n\n Lo stesso che mantenne dopo l\u2019elezione. Pregava e leggeva molto, anche durante i viaggi. Quando tornavamo da una cena, spesso recitavamo il rosario assieme in auto. E aveva sempre tempo per ascoltare il prossimo. Ascoltava sempre con rispetto chiunque si rivolgesse a lui.<\/p>\n\n\n\n Quando divenne Papa, i suoi collaboratori spesso gli facevano presente i vari impegni a cui era atteso, per tentare di ridurre il tempo da lui dedicato alle persone che cercavano la sua attenzione, ma Wojty\u0142a non si faceva mai mettere fretta. Era molto aperto nei confronti delle persone semplici, e loro per questo lo amavano.<\/p>\n\n\n\n Cosa ricorda dei due conclavi del 1978?<\/strong><\/p>\n\n\n\n Papa Paolo VI mor\u00ec in agosto, io mi trovavo in ritiro ad Ariccia. Il rettore del Pontificio Collegio Polacco mi ordin\u00f2 di rientrare subito a Roma e andare a prendere Wojty\u0142a all\u2019aeroporto, giunto in Italia per il conclave. Quando lo incontrai, gli chiesi: \u00abDiventer\u00e0 Papa?\u00bb. Gli posi quella domanda perch\u00e9 da novizio avevo sentito il cappellano del convento parlare di una poesia del poeta polacco Juliusz S\u0142owacki, nella quale si annuncia un papa slavo.<\/p>\n\n\n\n Di quei giorni ricordo in particolare una sera in cui il cardinale Wojty\u0142a invit\u00f2 a cena al Collegio quattro cardinali, e io servii a tavola. Fra i commensali c\u2019erano i due futuri Papi, Albino Luciani e Karol Wojty\u0142a. Durante quella cena nessuno immaginava quanto sarebbe accaduto ad entrambi, piuttosto tutti erano convinti che uno degli altri tre commensali sarebbe assurto al trono di Pietro.<\/p>\n\n\n\n Dopo l\u2019elezione di Giovanni Paolo I riaccompagnai Wojty\u0142a all\u2019aeroporto, senza minimamente pensare a cosa sarebbe successo solo dopo poche settimane.<\/p>\n\n\n\n Papa Luciani diede quattro udienze generali durante il suo pontificato, e io partecipai a tutte. All\u2019ultima ero presente con un amico medico e sua moglie, farmacista. Quando videro Papa Luciani condotto sulla sedia gestatoria, mi dissero impressionati: \u00abMa questo Papa \u00e8 malato!\u00bb. Io risposi ingenuamente che forse era solo una impressione dovuta alla folla, ai flash delle macchine fotografiche, alle molte luci, ma loro, osservandolo da molto vicino, confermarono che il suo volto non era sano.<\/p>\n\n\n\n Il giorno dopo, nella notte, Papa Luciani mor\u00ec.<\/p>\n\n\n\n Il tre di ottobre andai di nuovo a prendere Karol Wojty\u0142a all\u2019aeroporto. Quando lo incontrai, mi accorsi subito che aveva un aspetto molto differente dal solito. Era pensoso, rinchiuso in s\u00e9 stesso, come se la sua mente fosse altrove. Solitamente era una persona gioviale, aperta, curiosa. Ma questa volta non ascoltava, pensava ad altro. Andammo direttamente in Vaticano, dove era esposto il corpo di Giovanni Paolo I.<\/p>\n\n\n\n Il cardinale Wojty\u0142a preg\u00f2 a lungo accanto alla salma. Alcuni giorni pi\u00f9 tardi il vescovo Andrzej Maria Deskur, prelato della curia e suo grande amico, si ammal\u00f2 gravemente, e questo rese il futuro Papa ancora pi\u00f9 pensoso, distante.<\/p>\n\n\n\n La mattina in cui si apriva il conclave, i cardinali celebrarono in San Pietro una messa con la quale si affidavano allo Spirito Santo affinch\u00e9 li conducesse a una buona scelta. Quando rientrammo a casa, Karol Wojty\u0142a mi disse: \u00abMi taglieresti i capelli? Cos\u00ec al conclave avr\u00f2 almeno un aspetto decente\u00bb.<\/p>\n\n\n\n Nel senso che le chiese di portarlo da un parrucchiere?<\/strong><\/p>\n\n\n\n No, no. Chiese proprio a me di dargli un bel taglio in preparazione del conclave! Wojty\u0142a era originario del sud della Polonia, una zona montuosa, e me lo chiese con il tipico accento montano degli uomini di quelle zone. Il cardinale sapeva parlare uno splendido polacco, ma se voleva era in grado di usare il linguaggio tipico dei suoi monti, a cui era molto affezionato.<\/p>\n\n\n\n Era il 14 ottobre 1978. Dopo il taglio dei capelli e il pranzo, lo portai al Policlinico Gemelli a visitare l\u2019amico malato, poi andammo nell\u2019appartamento di Deskur in Vaticano, dove indoss\u00f2 l\u2019abito cardinalizio, e da l\u00ec lo accompagnai al conclave. Prima di entrare, tuttavia, mi diede un grande abbraccio. Un abbraccio alla messicana, lo chiamiamo noi: molto affettuoso. E conged\u00f2 me e il suo segretario dicendoci: \u00abAbbiate cura di voi\u00bb. Me lo ricordo bene poich\u00e9 al primo conclave ci disse: \u00abCi vediamo\u00bb. Questa volta invece era come se gi\u00e0 intravvedesse che la separazione sarebbe stata ben diversa. Quel congedo lo film\u00f2 la televisione francese, che riprendeva tutti i cardinali in arrivo, e Krzysztof Zanussi lo us\u00f2 poi nel suo film su Wojty\u0142a, Da un paese lontano<\/em>.<\/p>\n\n\n\n Cosa fece quando vide la fumata bianca?<\/strong><\/p>\n\n\n\n Ero lontano vari chilometri da Piazza San Pietro e raggiungerla in auto sarebbe stato impossibile. Cos\u00ec assistetti a quel momento epocale\u2026 guardando la televisione.<\/p>\n\n\n\n Quando sentii pronunciare il nome, \u00abCarolum\u00bb, ebbi un tale attacco di felicit\u00e0 che mi misi sulle spalle uno studente del Collegio e cominciai a correre per la stanza.<\/p>\n\n\n\n Quando il Papa fin\u00ec il suo breve discorso (in italiano!), il Collegio venne preso d\u2019assalto dai giornalisti, che non avevano alcuna informazione su un cardinale venuto da tanto lontano.<\/p>\n\n\n\n Quando lo rivide Papa?<\/strong><\/p>\n\n\n\n Il giorno dopo Giovanni Paolo II and\u00f2 di nuovo al Policlinico Gemelli per visitare il suo amico e incontrare i malati. La sera venne al Collegio Stanis\u0142aw Dziwisz, il suo segretario personale, e mi disse di preparare l\u2019auto: dopo cena avremmo portato in Vaticano le cose del Papa, che ci aspettava. A cena chiedemmo a Dziwisz del suo primo incontro con il Papa. Wojty\u0142a aveva scosso la testa e gli aveva detto: \u00abStasiu, basta con lo sci\u00bb. Da cardinale sciava sempre. Una volta gli avevo sentito dire che il 50% dei cardinali polacchi andava sugli sci. Erano due.<\/p>\n\n\n\n Quando arrivammo alla soglia dell\u2019appartamento papale, ci dissero che Karol Wojty\u0142a era a pregare nella cappella privata. Ci dirigemmo l\u00e0 e lo vedemmo inginocchiato. Allora l\u2019emozione fu cos\u00ec forte che ci fermammo sulla soglia, cadendo anche noi in ginocchio. Ma Dziwisz ci apostrof\u00f2: \u00abCosa fate qui inginocchiati? Alzatevi e andate incontro al Papa!\u00bb.<\/p>\n\n\n\n Lo salutai usando l\u2019accento delle montagne: \u00abSia lodato Ges\u00f9 Cristo\u00bb. Lui rispose con lo stesso accento, \u00abNei secoli dei secoli\u00bb, e poi, sempre in dialetto, ci chiese: \u00abE che ci fate in giro a quest\u2019ora di notte?\u00bb. Risposi che eravamo arrivati per salutare il Santo Padre. Lui chiuse il breviario e guardandoci con un sorriso ci disse: \u00abVa bene\u2026 siccome siete qua, allora seguitemi, e speriamo di non perderci in questa casupola\u00bb.<\/p>\n\n\n\n Disse proprio \u201ccha\u0142upa\u201d, come in Polonia si chiama la casa dei contadini!<\/p>\n\n\n\n Ci fece visitare il suo nuovo appartamento. Quando ci mostr\u00f2 la stanza da letto, fummo sorpresi dalla mole del letto, gigantesco e quadrato. \u00abSanto Padre, come mai un mobile cos\u00ec grande?\u00bb, gli chiesi allora. \u00abPerch\u00e9 questo era il letto di Giovanni XXIII\u00bb, mi rispose, facendoci sorridere, perch\u00e9 Papa Roncalli era stato di corporatura piuttosto robusta. Entrammo anche nella stanza dalla cui finestra il Papa benedice la piazza, e mi affacciai: si vedeva tutto, dalla basilica fino all\u2019ultima colonna. Da allora, ogni volta che lo vedevo affacciarsi, pensavo: io l\u00ec ci sono stato. Ci mostr\u00f2 anche la biblioteca privata, colma di libri. Guardandoli, esclam\u00f2: \u00abDio mio, quando mai avr\u00f2 il tempo di leggerli?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n Trascorremmo poi molto tempo a parlare, e a un certo punto mi disse, chiamandomi affettuosamente con un diminutivo: \u00abMarianku, non andremo pi\u00f9 a nuotare insieme\u00bb. Gli risposi che sarebbe stato difficile comunque, perch\u00e9 a ogni angolo c\u2019era una guardia svizzera, e al portone due: non ci avrebbero lasciati uscire. E aggiunsi che avrebbe potuto ordinare di costruire una piscina in Vaticano\u2026<\/p>\n\n\n\n E lui che disse?<\/strong><\/p>\n\n\n\n \u00abCi possiamo pensare\u00bb. E davvero poi ordin\u00f2 di costruire una piscina a Castel Gandolfo, la sua residenza estiva. Alcuni giornalisti si scandalizzarono per la spesa che avrebbe comportato allestire una simile infrastruttura per una sola persona, ma Papa Wojty\u0142a fece rispondere che un nuovo conclave sarebbe sicuramente costato di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n I suoi ricordi di Karol Wojty\u0142a sono improntati alla gioia. Ma sicuramente anche il Papa avr\u00e0 avuto giornate tristi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n Certo. Il 13 dicembre 1981, ad esempio, quando apprese che il generale Wojciech Jaruzelski aveva proclamato la legge marziale in Polonia. Quello fu uno dei giorni pi\u00f9 tristi della sua vita. Ma durante tutto il suo lungo pontificato ebbe momenti di tensione. Praticamente ogni volta che, in un\u2019omelia, toccava il tema dell\u2019aborto e dell\u2019eutanasia. Allora diventava estremamente serio e preoccupato, al punto che gli capitava di alzare la voce. Era una persona che non dava ordini. Chiedeva sempre gentilmente, e per piacere. Ma in quei momenti era davvero molto teso. Anche durante la malattia, quando venne operato e non pot\u00e9 pi\u00f9 parlare\u2026 negli occhi gli si leggeva il fastidio di non poterlo fare.<\/p>\n\n\n\n Ricorda il giorno dell\u2019attentato al Papa?<\/strong><\/p>\n\n\n\n Certamente. Era il 13 maggio 1981. Mi trovavo in Piazza San Pietro. Ricordo bene la reazione di grande sconforto della gente\u2026 la stessa di quando, nel 2005, stava morendo. Tutti piangevano e pregavano con grande commozione.<\/p>\n\n\n\n Secondo lei, chi arm\u00f2 Mehmet Ali A\u011fca?<\/strong><\/p>\n\n\n\n Non lo so. Ma qualcuno c\u2019era dietro, perch\u00e9 il Papa stava facendo una grande rivoluzione senza armi, senza cannoni, senza pistole, ed era scomodo per i potenti di allora. Qualche anno dopo cadde anche il Muro di Berlino, cadde il comunismo. Per molti politici era incredibile quello che stava accadendo, e non tutti vedevano positivamente l\u2019impegno del Santo Padre.<\/p>\n\n\n\n Quale l\u2019apporto di Karol Wojty\u0142a alla sconfitta del comunismo, secondo lei?<\/strong><\/p>\n\n\n\n Il Santo Padre non oper\u00f2 concretamente in senso politico. Ma, innanzi tutto, preg\u00f2 moltissimo per la liberazione dei popoli al di l\u00e0 della Cortina di Ferro. Inoltre incontr\u00f2 molti leader politici, primo tra tutti Ronald Reagan, dando loro molti impulsi in tal senso. Come quando, qui a Varsavia, grid\u00f2 davanti a una grande folla: \u00abScenda il tuo Spirito! Scenda il tuo Spirito! E rinnovi la faccia della terra. Di questa Terra!\u00bb. Questa preghiera ebbe un grande effetto tra i cittadini di Varsavia, che ancora adesso la ricordano perfettamente. Da l\u00ec cominci\u00f2 tutto: nacque Solidarno\u015b\u0107.<\/p>\n\n\n\n Cosa le ha insegnato l\u2019uomo Karol Wojty\u0142a?<\/strong><\/p>\n\n\n\n Era una persona semplice, amava mangiare il cibo della sua terra, che le suore polacche gli cucinavano in Vaticano, ed era goloso di dolci. Un giorno, quando era gi\u00e0 Papa, dei bambini gli chiesero se masticava la cicca. E lui rispose: \u00abQui nessuno mi offre mai gomme da masticare\u00bb. Ecco, la sua semplicit\u00e0, la sua capacit\u00e0 di entrare in contatto con tutti, questo \u00e8 un grande insegnamento che ci ha lasciato.<\/p>\n\n\n\n Ma da lui ho anche imparato a non pensare troppo al passato, n\u00e9 troppo al futuro. Bens\u00ec a vivere pienamente il momento presente, la vita qui e ora.<\/p>\n\n\n\n E cosa le ha insegnato il santo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n Ad essere una brava persona ogni giorno, grazie anche al suo aiuto. Da quando \u00e8 deceduto, ho smesso di pregare per lui. E ho cominciato a pregare lui, a cui spesso mi rivolgo.<\/p>\n\n\n\n Talvolta semplicemente per dirgli: \u00abSanto Padre\u2026 pensaci tu\u00bb.<\/p>\n\n\n\n Fratel Marian Markiewicz \u00e8 morto l\u20198 agosto 2026, a 75 anni. Per molti anni aveva raccontato Giovanni Paolo II ai visitatori della cattedrale di Varsavia.<\/em><\/p>\n\n\n\n Pubblicato il 14 ottobre 2026 su Scritti<\/a>, il mio blog su Substack. Per ricevere i nuovi testi via email, iscriviti qui<\/a>. Gli altri articoli sono nell’archivio<\/a>.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":" Un\u2019intervista inedita al religioso che accompagn\u00f2 Karol Wojty\u0142a al conclave.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1088,"parent":866,"menu_order":-28,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_acf_changed":false,"editor_notices":[],"footnotes":""},"class_list":["post-1074","page","type-page","status-publish","has-post-thumbnail"],"acf":[],"yoast_head":"\n

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